Thérèse Raquin e la claustrofobia dei sentimenti


#letteratura

di Elisa Boscaino per la redazione Post Spritzum

Il romantherese-raquin-emile-zolazo, scritto nel 1867 da Émile Zola, presenta una trama apparentemente semplice: Thérèse, semplice e giovane, si sposa con il cugino Charles, uomo debole di carattere e di natura cagionevole, in seguito ad una lucida e prestabilita decisione della zia, che la cresce e la accudisce dall’infanzia. La monotonia della vita matrimoniale viene turbata dalla figura di Laurent, vigoroso e attraente amico del marito, che diventa l’amante segreto dell’insoddisfatta Thérèse, riaccendendo in lei la passionalità perduta.

La complicità e il desiderio di intimità dei due amanti diventano forti a tal punto da desiderare e progettare l’omicidio di Charles, visto come un ostacolo al raggiungimento della felicità della coppia. Con calcolata freddezza e lucidità, Charles viene affogato da Laurent durante una gita in barca dei tre amici, espediente che trasforma l’assassinio in un semplice incidente.
I due giovani possono finalmente convolare a nozze, ma il fantasma di Charles, generato dalle loro menti sconvolte, mostra la propria presenza in ogni momento, portando gli amanti a continue crisi nervose.
Il senso di colpa per l’omicidio commesso li opprime e li perseguita, l’odio reciproco è ormai insostenibile; dopo innumerevoli tentativi di uccidersi a vicenda, i novelli sposi scelgono la strada del suicidio, unica via per fuggire e porre fine alla claustrofobia del rimorso.

Le passioni sono il fulcro del libro.
L’autodistruzione di Thérèse e Laurent è l’emblema della debolezza umana: la passionalità egoistica che li aveva spinti ad unirsi per soddisfare i propri bisogni si rivela la causa del proprio male, il male di vivere sotto il peso del rimorso.
Questo senso di soffocamento lo si percepisce nelle descrizioni minuziose, estremamente realistiche e cariche di tensione: le allucinazioni notturne, la sensazione opprimente della presenza del cadavere, lo sguardo accusatorio del gatto del defunto.
Non vi è alcun giudizio morale da parte dell’autore, il lettore trova difficile schierarsi dalla parte del torto o della ragione, o biasimare i protagonisti per le azioni compiute.
Con estrema oggettività e rigore scientifico Zola narra i meccanismi dei sentimenti umani; l’effetto complessivo che si genera è l’immedesimazione nelle menti allucinate, nei “nervi” scossi dei personaggi e nei luoghi claustrofobici dove aleggia il senso di colpa e l’impossibilità di fuggire dalle proprie colpe.
Di seguito si riporta il link di un’audiolettura di un estratto da Thérèse Raquin, emblematico per comprendere meglio la frustrazione e l’angoscia dei protagonisti dopo la morte di Charles.

Audiolettura Thérèse Raquin

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