#arte: Il Mondo in una tazza


Ultimo weekend per la mostra Il Mondo in una tazza a Palazzo Madama ,Torino.

Di Irene Fascio per redazione Post Spritzum

Ultimi giorni per questa meravigliosa mostra dedicata alle Tazze da tè di porcellana. Il momento del tè pomeridiano è ormai una tradizione portata avanti da secoli nei salotti reali e borghesi, ed ancora oggi usata come momento di unione e svago tra amici o semplicemente tra persone.

foto di Irene Fascio

foto di Irene Fascio

A Palazzo Madama viene presentato un percorso dedicato alla storia della tazza, attingendo dalle ricche collezioni di arte decorativa conservate in museo.

Filo conduttore dell’esposizione è la tazzina: da tè, da caffè e da cioccolata. Oggetto legato indissolubilmente all’introduzione in Europa delle bevande calde provenienti dall’Oriente e dal Nuovo Mondo e al materiale esotico e prezioso per eccellenza, la porcellana.

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foto di Irene Fascio

A Palazzo Madama una sequenza di tazze, a partire dai blancs-de-chine, ovvero le porcellane bianche cinesi prodotte a Dehua, mostra l’evoluzione delle forme e la varietà dei decori nelle tazzine prodotte dalle manifatture europee nel Settecento: dai motivi di origine cinese e giapponese, a quelli tratti dai libri di storia naturale, ai paesaggi derivati da incisioni olandesi e tedesche, fino alle scene mitologiche e della letteratura cavalleresca. Contestualmente la mostra è un’occasione per raccontare, per casi esemplari, la storia della porcellana, delle sue particolarità produttive, della qualità della pasta e dei colori. Il valore socialmente rappresentativo della porcellana emerge anche grazie all’esposizione di alcuni servizi araldici, conservatisi integri per il loro valore altamente simbolico legato al passato illustre della casata oppure smembrati e dispersi sul mercato antiquario. Una vetrina è dedicata alla principale manifattura di porcellana operante in Piemonte nel Settecento, la Real fabbrica delle porcellane di Vinovo, fondata nel 1776 grazie all’intraprendenza di un torinese, Giovanni Vittorio Brodel, e di un ceramista di Strasburgo, Pierre-Antoine Hannong, e poi rilevata nel 1780 dal medico e chimico torinese, Vittorio Amedeo Gioanetti. In un’altra vetrina, l’artista Matilde Domestico, che da anni conduce ricerche sul tema della porcellana, ambienta l’installazione Esistenza di porcellana, che si ispira alle poesie di Emily Dickinson. Il lavoro dell’artista unisce oggetti e frammenti di carta e di porcellana su cui emergono parole in acciaio.

foto di Irene Fascio

foto di Irene Fascio

Tutto questo, che va prendendo forma e consistenza,è uscito, città e giardini, dalla mia tazza di tè”  (Marcel Proust)

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