Il Mambo, un mondo pieno di passione e frenesia


#danza
Articolo di Valeria Sorrenti per redazione Post Spritzum

Le origini del Mambo non sono facilmente databili ma sicuramente sono molto antiche, basti pensare che Mambo è il nome di una divinità cubana che è stata identificata nel dio della guerra. In onore di questo dio si eseguivano danze all’aperto probabilmente solo maschili e comunque per il loro carattere rituale, dominate da combattenti e capi tribù. Secondo alcuni studiosi “Mambo” è stato usato a lungo non tanto per definire una tipologia di danze, ma tutta la musica di ispirazione religiosa propria delle pratiche Voodoo, che faceva da base alle danze stesse. Tale musica serviva a mettere in contatto danzatori e divinità. Infatti il termine mambo significherebbe “conversazione con gli dei” in kikongo, l’idioma parlato dalle popolazioni dell’Africa centrale emigrate a Cuba.

Nel 1938 inizia la storia del Mambo, grazie a una canzone scritta da Orestes e Cachao López intitolata proprio “Mambo”. Due anni dopo nasce il ballo con delle figure che cominciano seguendo il secondo tempo della musica oppure in tre passi nei primi tre tempi e una pausa nel quarto. Gli strumenti a percussione che lo caratterizzano sono le congas, i bonghi, le maracas, la clave e la cabasa. Con il passare del tempo il termine mambo identificò inequivocabilmente un particolare modo di ballare riferito specialmente al folklore popolare cubano e fu proprio la struttura flessibile della danza che ne consentì l’arricchimento successivo, attraverso l’assimilazione di elementi africani e di motivi appartenenti alla cultura jazz. Secondo Oscar Hjiuelos il mambo è nato dalla voglia degli schiavi di ‘scatenarsi’ nel vero senso della parola: una volta liberi dalle catene essi inventarono il più frenetico dei balli dopo anni di costrizioni, durante  i quali dovettero ripiegare  su danze statiche quali rumba e merengue. Pur essendo un genere musicale e un tipo di danza pieno di frenesia e vitalità, il mambo ha comunque subito ostilità e divieti da parte delle autorità civili e religiose. In Messico e in America meridionale il mondo del mambo fu interpretato dall’aristocrazia e dalla Chiesa come un qualcosa di osceno. Ma nulla di tutto ciò permise alla gente di fermarsi a ballare. Nonostante le critiche e le condanne, questo genere è riuscito a conquistare le persone e a fare in modo di arrivare ben presto anche in Europa, attirando tutti con la sua forza e ritmo incalzante. La bramosia di questa danza e musica ben si adattarono al clima di rinascita e alla voglia di ricostruzione che fermentavano nei paesi occidentali, da pochi anni usciti dalla seconda guerra mondiale. A livello di esecuzione sono state inventate centinaia di figure che consentono ai ballerini di danzare sul posto o di spostarsi lungo i quattro lati della pista con incroci e passi sempre diversi. A partire degli anni settanta, grazie a un incontro degli immigrati dell’America latina a New York, nasce la salsa. È un genere musicale ed un ballo, in cui il mambo è uno degli elementi fondamentali.

Chi non si ricorda del famosissimo film “Dirty Dancing”? Un film uscito nel 1987 che è entrato nella storia del cinema e della danza, coinvolgendo diverse generazioni. A distanza di ben 28 anni, riesce ancora a suscitare emozioni meravigliose e appassionare fasce di pubblico differenti. Molte coreografie presenti in molte scene del film sono vere e proprie rappresentazioni del passionale e frenetico mambo.

Quest’estate parte in Italia il tour del musical ispirato al film: Dirty Dancing – The Classic Story On Stage, che con i suoi diversi debutti internazionali, ha registrato mesi e mesi di tutto esaurito e ha ottenuto la più alta prevendita nella storia del West End londinese. Il musical torna in un allestimento tutto nuovo, una versione che si annuncia ancora più ricca e spettacolare con una nuova regia firmata da Federico Bellone, le nuove coreografie di Gillian Bruce e le nuove imponenti scenografie di Roberto Comotti, professore emerito dell’Accademia delle Belle Arti di Brera.
E il finale dello spettacolo è del tutto sorprendente: Johnny scenderà a ballare in platea, coinvolgendo tutto il pubblico in una grande festa di gioia, passione e forte emozione!

Le tappe del tour:
Barclays Teatro Nazionale di Milano
Arena Mario Incisa della Rocchetta di Bolgheri
Arena della Regina di Cattolica
Arena di Verona Gran Teatro di Roma

Per maggiori informazioni sul cast, le date e i biglietti del tour, consultare il sito ufficiale.

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