La Spina Centrale: la più grande trasformazione torinese (approfondimento su Spina 1)


#architettura

di Elena Massa per redazione Post Spritzum

La Spina Centrale (fonte: Divisione Urbanistica ed Edilizia privata, settori Progetti di Riassetto Urbano, Comune di Torino

La Spina Centrale (fonte: Divisione Urbanistica ed Edilizia privata, settori Progetti di Riassetto Urbano, Comune di Torino

Questa settimana, e per le prossime quattro, parleremo della più grande trasformazione urbanistica che coinvolge Torino dal 1996, ovvero il Progetto speciale Spina Centrale.
La Spina Centrale è il tratto ferroviario lungo 13 km che parte da corso Rosselli a sud fino a corso Grosseto a nord della città e che coinvolge le attuali stazioni ferroviarie Porta Susa, Dora e Rebaudengo. Come tutti sappiamo, Torino con l’avvio della società Fiat si è contraddistinta come città industriale: molte sono le fabbriche che si sono insediate lungo la ferrovia per permettere con maggiore facilità il trasporto delle merci dagli inizi del ‘900. A partire dagli anni ’60, avviene un declino del settore siderurgico e molte aziende sono costrette a chiudere lasciando in stato di abbandono le zone intorno alla ferrovia per un’area totale di circa 10,5 km2. Questo evento costringe la città a prendere in mano la situazione pensando da subito a come assemblare i pezzi di un territorio spaccato dall’asse ferroviario e dalle fabbriche in disuso. Dal 1986 si iniziano a fare i primi progetti preliminari per creare un nuovo Piano regolatore della città (P.R.G.) al fine di unire le due parti della Torino spaccata. Passano quasi 10 anni prima che avvenga l’approvazione del P.R.G. pensato dagli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, tra i più importanti nella scena torinese. Il progetto consiste nell’interramento del tratto ferroviario prima citato e nella creazione di un grande boulevard che corre sopra di esso al posto dei vecchi binari. Intorno al piano stradale le aree dismesse sarebbero state demolite o riutilizzate per creare nuovi luoghi d’incontro, abitazioni, centri per il commercio e centri ricreativi. Per facilitare i lavori di urbanizzazione, la Spina Centrale è stata divisa in quattro tratti principali: Spina 1, da corso Rosselli a corso Peschiera; Spina 2, da corso Peschiera a Piazza Statuto; Spina 3, da Piazza Statuto al fiume Dora Riparia; Spina 4, dal fiume Dora Riparia a corso Grosseto.
Come scritto all’inizio dell’articolo, la descrizione delle trasformazioni che riguardano la Spina Centrale verrà suddivisa in quattro settimane per dare a voi lettori la possibilità di avere tutte le informazioni possibili su questo argomento senza omettere parti importanti. Quindi iniziamo con la descrizione del primo tratto di trasformazione.

Spina 1

Spina 1 (fonte Google maps)

Spina 1 (fonte Google maps)

Il primo tratto della Spina Centrale è probabilmente il più semplice realizzato dal punto di vista urbanistico e soprattutto parte da questo punto l’interramento della ferrovia. I lavori sono partiti nel 1995 e conclusi nel 2000.

Boulevard di Spina 1 (fonte Wikipedia)

Boulevard di Spina 1 (fonte Wikipedia)

Il boulevard è composto da due carreggiate centrali separate da un filare di alberi, ai lati della zona dedicata alle auto un altro tratto alberato fa da divisione al controviale con parcheggi a raso, pista ciclabile e marciapiede. La cosa interessante di questo boulevard sono proprio i filari di alberi centrali poiché non sono stati piantumati direttamente a terra a causa della presenza sotterranea della ferrovia, ma bensì su soletta (ovvero sulla copertura del tratto ferroviario). Ciò crea problemi nel piantare alberi ad alto fusto, ma con la creazione di aiuole che possano contenere minimo 1 metro di terra è possibile inserire anche le Querce piramidali e i Tigli come è stato fatto. Ai lati, invece, in piena terra sono stati inseriti Bagolari e arbusti fioriti.

Edifici su Spina 1 (fonte Google immagini)

Edifici su Spina 1 (fonte Google immagini)

Sul triangolo alla base della Spina sono stati costruiti nuovi edifici residenziali, suddivisi in quattro corti e un supermercato lungo Corso Rosselli. Anche in questo caso gli spazi esterni hanno avuto un occhio di riguardo poiché sono stati inserite piste ciclabili, piazze pedonali, giardini tematici e numerose specie vegetali.

Fontana Igloo di Mario Merz (fonte Museo Torino)

Fontana Igloo di Mario Merz (fonte Museo Torino)

 

Alla punta del triangolo edificato, nella divisione delle due carreggiate, caratterizza l’intera area di Spina 1 la fontana progettata dall’artista Mario Merz (1925-2003) detta Igloo, costruita con una struttura metallica ricoperta da lastre di pietra e luci al neon che indicano i quattro punti cardinali e circondata da getti d’acqua. Quest’opera è una delle 11 che accompagnano, o accompagneranno, tutta la Spina Centrale.

 

Si conclude così la prima parte di questo articolo!

Stay tuned!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Post Spritzum e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...